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Perchè il sito non mi porta clienti


Hai un sito web, magari da qualche anno, ma di contatti ne arrivano pochi o nessuno. Ti chiedi se valga ancora la pena tenerlo, o se sia solo un costo senza ritorno.

È una situazione che incontro spesso, soprattutto con professionisti — psicologi, avvocati, medici — che hanno investito nel sito ma non hanno mai capito perché non funziona come speravano.

Le cause possono essere diverse. Alcune riguardano la comunicazione e la strategia, altre sono tecniche. Provo a darti una mappa per orientarti.

Prima domanda: dove non ti trovano?

Quando mi dicono “la gente non mi trova su Google”, bisogna capire di cosa stiamo parlando.

Una cosa è il sito, un’altra è la scheda della tua attività — quella che compare su Maps ma anche nei risultati di ricerca, con indirizzo, orari e recensioni. Sono due cose separate, si gestiscono in modo diverso e hanno tempistiche diverse.

Se il problema è la scheda, spesso si risolve in poco tempo: basta verificarla e aggiornare le informazioni. Se invece il problema è il posizionamento del sito nei risultati di ricerca, la questione è più complessa. Dipende da come è costruito il sito, dai contenuti, da quanto Google lo considera rilevante per certe ricerche — e i risultati non arrivano subito.

Questo è un punto importante da capire: se correggo qualcosa nel sito, la modifica è immediata. Ma per vedere cambiamenti nel posizionamento su Google possono volerci settimane o mesi, perché non dipende da te.

Chi arriva capisce subito chi sei?

Mettiamo che qualcuno arrivi sul tuo sito. Hai pochi secondi per fargli capire chi sei e cosa fai.

La parte visibile della home page — quella che si vede senza scorrere — deve contenere già il cuore del messaggio. Se il visitatore deve cercare per capire di cosa ti occupi, probabilmente se ne andrà prima.

È un errore che vedo spesso nei restyling: si punta sulla grafica, sulle immagini che scorrono, ma il messaggio chiave finisce nascosto più in basso, e il visitatore non lo vedrà mai.

Sai come ti vedono da telefono?

C’è un dato che sorprende molti: per la maggior parte dei siti, oltre la metà delle visite arriva da smartphone.

Se non hai mai guardato il tuo sito dal telefono — o se lo hai guardato ma non ti sei chiesto se funziona davvero — vale la pena farlo. Non basta che “si veda”: bisogna che sia facile da usare, che i contenuti importanti siano subito visibili, che i tasti siano cliccabili senza impazzire.

Il sito è lo stesso, ma viene interpretato in modo diverso a seconda del dispositivo. Questo significa che le scelte fatte per il desktop potrebbero non funzionare su mobile — e se la maggior parte dei tuoi visitatori arriva da lì, è un problema.

Altri segnali da tenere d’occhio

Ci sono altri aspetti che possono influire, li cito brevemente.

Il sito ispira fiducia? Un aspetto datato, foto di bassa qualità, informazioni non aggiornate trasmettono un’impressione negativa. Non c’è una regola fissa, ma l’insieme conta.

C’è una chiamata all’azione chiara? Il visitatore deve sapere cosa fare: contattarti, prenotare, chiamare. Se non c’è un invito esplicito, molti semplicemente escono.

Il sito viene aggiornato? Un sito fermo nel tempo perde rilevanza, sia per i visitatori che per Google. Ma se aggiornarlo è complicato, finisce che nessuno lo fa. Su questo ho scritto un articolo dedicato: Semplificare la gestione del sito.

Quando serve uno sguardo esterno

Il problema di un sito che non funziona è che spesso non sai cosa non funziona. Vedi i sintomi — pochi contatti — ma le cause possono essere diverse e intrecciate.

A volte basta poco per sistemare. Altre volte serve un intervento più ampio. Ma il primo passo è quasi sempre lo stesso: qualcuno con esperienza che possa guardare il sito con occhi esterni e dirti dove intervenire. Se hai un sito che non ti soddisfa e vuoi capire cosa non va, posso aiutarti con una consulenza. Un’ora per guardare insieme la situazione e darti indicazioni concrete su cosa fare.

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